Le leggi Killer della scuola

La scuola, prima del 1974 funzionava benissimo.

Purtroppo, si è susseguita nel tempo, a partire dal 1974, la promulgazione e l'approvazione di una serie di leggi, che, poco alla volta, hanno lentamente ucciso la scuola, dando ciascuna di loro, un contributo sempre più incisivo e fatale.

Il primo di questi contributi è stato dato dai famigerati decreti delegati del 1974.


Per essere precisi:

Principali novità introdotte dai Decreti Delegati

1. Istituzione degli organi collegiali della scuola

I decreti istituirono diversi organi collegiali con funzioni consultive e deliberative, per garantire una maggiore partecipazione:

  • Consiglio di Circolo o di Istituto → formato da docenti, studenti (nelle scuole superiori), genitori e personale ATA. Decide su aspetti amministrativi ed economici della scuola.
  • Consiglio di Classe → composto da docenti, rappresentanti dei genitori (e degli studenti nelle superiori). Ha funzioni didattiche e valutative.
  • Collegio dei Docenti → organo formato solo da insegnanti, responsabile dell’attività didattica.
  • Consiglio di Interclasse/Intersezione → per le scuole primarie e dell'infanzia, con rappresentanti dei genitori.

2. Partecipazione dei genitori e degli studenti

  • Per la prima volta, i genitori e gli studenti (nelle scuole superiori) ottengono un ruolo attivo nella gestione scolastica.
  • Nelle scuole superiori, gli studenti possono eleggere loro rappresentanti nei consigli di classe e d’istituto.

3. Decentramento amministrativo

  • Maggiore autonomia per le scuole nelle decisioni organizzative e finanziarie.
  • Il Preside e il Collegio dei Docenti assumono un ruolo più importante nella gestione della didattica.

Veniamo al dunque: la partecipazione dei genitori alla vita scolastica ha sortito, a mio avviso, degli effetti nefasti.

L'ingerenza dei genitori è divenuta, con gli anni, sempre più prepotente, fino a condizionare in modo significativo la vita della scuola. Sono rimasto sconvolto quando ho saputo che in una scuola elementare di cui, per correttezza, non faccio il nome, un'insegnante è rimossa dall'insegnamento in una classe, solo perché una legione di genitori, si era recata dalla dirigente, a lamentarsi del metodo d'insegnamento della malcapitata docente.

I decreti delegati hanno, altresi', avuto un notevole impatto sulla liberta d'insegnamento, principio sancito dall'articolo 33 della costituzione.

La libertà d’insegnamento non è assoluta, ma si bilancia con le decisioni collegiali e con il diritto degli studenti a un’istruzione equa e coerente.

In termini pratici ciò implica le seguenti cose: Un docente non è più libero di scegliere il libro di testo che ritiene più opportuno, in quanto la scelta dei libri viene fatta collegialmente. Inoltre, se il collegio adotta delle scelte didattiche che ritiene più opportune, il docente deve adeguarsi a tali scelte, anche se non le condivide. Insomma, di fatto, la libertà d'insegnamento inizia ad avere dei grossi limiti.

Ci vediamo al prossimo articolo